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Nuovo viadotto lungo la costa

Ago 26, 2019 | News

Francia, 2017-2019

Descrizione generale

Progettato per tenere le auto lontane dal rischio di caduta di rocce dalla scogliera e per resistere alle onde cicloniche, questo viadotto marino corre lungo la costa per 5,4 chilometri tra il nord e l’ovest dell’isola di Reunion.
Parallelo alla costa, questo ponte sull’acqua è composto da sette impalcati successivi di 769 metri ciascuno. Una struttura eccezionale per le sue caratteristiche e la sua posizione marittima, eccezionale anche per la diversità degli strumenti e dei metodi utilizzati per costruirla. Il 95% degli elementi del ponte sono stati prefabbricati a terra in due impianti di prefabbricazione e poi installati via mare o tramite piattaforma.
Per le operazioni offshore, una singola mega chiatta è stata appositamente attrezzata per la navigazione costiera in mari difficili. Dotato di due carroponte e di un impianto di betonaggio, una squadra di esperti marinai ha trasportato e  posato sul fondo del mare gli elementi dei 48 pali di quello che oggi è il viadotto più lungo nelle acque marine francesi.
I piloni sono costituiti da due metà, il fungo rovesciato di base ed una parte superiore destinata a sorreggere le campate, installata successivamente. Il piede dei piloni, pur appoggiando sul fondo precedentemente preparato e livellato, può risultare non perfettamente orizzontale e quindi sporge non perfettamente in verticale, inoltre il piano di interfaccia per la parte superiore può trovarsi ad un livello non esattamente corretto.
Qui entrano in gioco i nostri cilindri che vengono disposti in appositi punti di supporto sulla faccia superiore del piede per porre perfettamente in verticale ed al livello previsto la parte superiore del pilone. Si tratta di 4 coppie di cilindri a semplice effetto con ghiera di sicurezza e testina oscillante, ritorno a molla con capacità di 900 t e corsa 150 mm ciascuno.
Ogni coppia è comandabile indipendentemente da un sistema elettronico che sulla base del dato di posizione finale da raggiungere muove i cilindri secondo uno schema isostatico dove due coppie sono idraulicamente connesse per lavorare in parallelo e le altre due coppie costituiscono gli altri due punti per definire il piano finale.
Il sistema permette di gestire il sollevamento e l’abbassamento sincrono fino al raggiungimento di una quota comune corrispondente al cilindro (o meglio gruppo di cilindri) più in basso per il sollevamento o più in alto per l’abbassamento. A partire da questa situazione gli altri gruppi vengono portati indipendentemente alla quota finale. Con le ghiere di sicurezza portate a battuta i cilindri sono destinati a supportare la parte superiore durante il getto di solidificazione, quindi vengono smontati e rimossi per essere reimpiegati sul pilone successivo. 

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