Tempi record in un cantiere autostradale

I cilindri cavi della serie COF di Europress, dotati di valvola di controbilanciamento integrata, hanno svolto un ruolo chiave nella costruzione di questo ponte a carreggiate separate, consentendo il posizionamento in sicurezza di speciali travi reticolari. A causa delle condizioni instabili del terreno nella campata centrale, non era possibile adottare un supporto fisso tradizionale. Grazie a questi strumenti oleodinamici, il tempo di realizzazione di entrambe le strutture portanti è stato ridotto a soli 70 giorni. Affidabilità, competenza e supporto tecnico: quando sono questi gli elementi che fanno la differenza, i cilindri Europress rappresentano la soluzione ideale. Che si tratti di un’applicazione complessa o di un’esigenza specifica, avere un partner in grado di offrire sia prodotti di alta qualità che un’assistenza professionale è fondamentale. Con Europress, non acquisti solo un cilindro: scegli un supporto tecnico su misura, rapido ed efficace.
La nostra tecnologia per un ponte ad arco

Durante i lavori di adeguamento statico e consolidamento del nuovo impalcato del ponte cavalcaferrovia Teodorico, sono stati impiegati sistemi di cilindri forati CMF in abbinamento a pompe PN ad alta pressione, per consentire la posa dei tiranti di connessione tra l’impalcato e le arcate principali. I cilindri forati CMF sono stati posizionati in corrispondenza dei punti di ancoraggio, fungendo da guida e contenitore dei trefoli dei tiranti. Le pompe PN ad alta pressione hanno garantito l’inserimento dei tiranti e la messa in tensione controllata dei trefoli stessi, rispettando le tolleranze previste dal progetto. Questo sistema ha permesso di trasmettere e regolare con precisione la forza di precompressione necessaria a vincolare l’impalcato agli archi portanti. Una soluzione economica ricca di vantaggi tecnici: consente un allineamento preciso dei tiranti e dei trefoli, richiede fori e sistemi di ancoraggio meno invasivi, permette un controllo costante dei parametri di tensionamento dei cavi e garantisce durabilità e affidabilità nel tempo. Questo intervento rappresenta un esempio significativo dell’impiego di tecnologie specialistiche nel campo del consolidamento dei ponti ad arco, con l’obiettivo di assicurare la funzionalità e la sicurezza dei sistemi portanti nel lungo periodo.
Stabilizzare le torri eoliche offshore: la sfida dell’installazione in ambiente marino

L’energia eolica offshore è una delle soluzioni più promettenti per la transizione energetica, ma installare torri eoliche in mare aperto presenta sfide ingegneristiche uniche. Onde, correnti e vento esercitano forze immense sulle strutture, rendendo fondamentale la stabilizzazione del basamento durante l’installazione. Grazie a cilindri idraulici ad alta pressione e centraline speciali, Europress fornisce sistemi avanzati per il livellamento e il fissaggio durante il trasporto delle torri eoliche offshore. I nostri sistemi permettono di: – Sollevare e posizionare con precisione la base della torre eolica. – Compensare disallineamenti per garantire un ancoraggio sicuro. – Operare in ambienti marini ostili, grazie a materiali trattati contro la corrosionecome il Nitreg Onc e le speciali vernici certificate per ambiente marino.
Il Campanile di Reno

Riposizionamento campanile di Reno Il terremoto del maggio 2012 aveva fortemente danneggiato la chiesa di Reno Centese, in particolare aveva generato una lesione con spostamento e rotazione del fusto del campanile a partire da 8 metri da terra fino alla sommità del campanile stesso. A maggio 2021 si è provveduto alle operazioni di risanamento e riposizionamento che prevedevano la messa in sicurezza della struttura mediante la costruzione di un basamento e delle pile di appoggio, su cui 4 travi in acciaio che avevano il compito di sostenere il fusto del campanile una volta separato dalla base, tramite taglio a filo diamantato. Euro Press Pack ha contribuito a questo spettacolare e delicato intervento con le sue attrezzature oleodinamiche, in particolare i cilindri serie CGG con ghiera di blocco meccanico che hanno sollevato e mantenuto in posizione il fusto del campanile dopo il taglio e i cilindri forati serie CMF che lo hanno ruotato e traslato nella posizione originaria.
Nuova stazione Firenze Belfiore

Nel nodo AV di Firenze Belfiore (area via Circondaria), RFI ha riavviato il progetto della nuova stazione ad alta velocità dopo il subentro a Nodavia e la costituzione della società di scopo Infrarail Firenze Srl (settembre 2019). La stazione, progettata da Foster + Partners con Ove Arup & Partners, è parte del Passante AV e sarà realizzata fino a 25 m sotto la quota stradale, con dimensioni circa 450 × 50 m. L’obiettivo è alleggerire Santa Maria Novella separando i flussi AV da quelli regionali. Europress ha supportato il posizionamento in quota della soletta di copertura con sistemi oleodinamici ad alta pressione (700 bar), fornendo cilindri con ghiera di sicurezza serie CGG e centraline modulari serie ME. Esigenza del cliente Sollevamento/posizionamento multipunto e in sicurezza della soletta di copertura della stazione, con stazionamento sotto carico per le fasi di allineamento e fissaggio. Attrezzature 700 bar con controllo fine della pressione/portata e componenti adatti a impieghi prolungati in ambiente di cantiere. Soluzione Europress Cilindri a semplice effetto, ritorno a gravità, con ghiera di sicurezza – serie CGG: la ghiera filettata blocca meccanicamente lo stelo per lavorare in assoluta sicurezza sotto carico; banda colorata che diventa visibile a 10 mm dalla massima corsa; sistema anti-extracorsa sulle versioni tuffanti P (da 50 t in su); resistenza alla corrosione grazie al trattamento protettivo. Possono tollerare carichi disassati fino all’8% della capacità. Centraline modulari serie ME (700 bar): display digitale impostabile, ripristino automatico della pressione, modalità manuale/automatica, pompa bistadio 2,4/0,9 l/min, serbatoi 10–40 l; predisposte per cilindri a semplice e doppio effetto. Perché ha funzionato Sicurezza in stazionamento: la ghiera di sicurezza dei CGG consente blocco meccanico dello stelo e lavorazioni prolungate sotto carico (allineamenti, fissaggi). Controllo della corsa: banda a 10 mm + anti-extracorsa riducono il rischio di over-stroke nelle sequenze ripetitive di sollevamento. Affidabilità e protezione: trattamento anticorrosione per impieghi outdoor/in cantiere. Coordinamento multipunto: le ME offrono impostazione e mantenimento della pressione target, con ripristino automatico e gestione manuale/automatica del ciclo, favorendo sollevamenti simmetrici e ripetibili. Configurazione tecnica Punti di sollevamento: configurazione multipunto su dime/controventi della copertura. Cilindri: CGG (ritorno a gravità) con ghiera di sicurezza; versioni tuffanti P dal ≥50 t con anti-extracorsa e indicatore 10 mm; pressione di esercizio 700 bar. Alimentazione: centraline ME 700 bar con pompa bistadio 2,4/0,9 l/min, serbatoi 10–40 l, display digitale e ripristino automatico; integrazione con strumentazione di controllo e valvole di regolazione secondo schema impianto.
Cavalcavia ferroviario RFI – Ravenna

Settore: infrastrutture e interventi strutturali Ubicazione: Ravenna Intervento: Tensionamento pendini nuovo Ponte Teodorico Attrezzature oleodinamiche impiegate: cilindrici forati serie CMF e pompe a mano serie PN doppio stadio Marzo 2021 – Ravenna. Un nuovo cavalcaferrovia è stato realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), in sostituzione del vecchio ponte Teodorico. Le dimensioni dell’ormai vecchio ponte non permettevano il passaggio dei treni merci adibiti al trasporto di semirimorchi o di interi camion (autostrada viaggiante). Per la sua costruzione sono state impiegate 440 tonnellate di acciaio, sagomate e saldate con oltre 6 mila ore di lavoro. Ha una lunghezza di 58 metri, largo 19 e scavalca i binari ad una quota di 7 metri. L’opera è vincolato isostaticamente alle estremità per mezzo di apparecchi di appoggio ed è sospeso verticalmente agli archi in acciaio, mediante 13 pendini per ogni lato, di diametro 80 mm, posti ad interasse di 3.52 m. La struttura metallica, assemblata all’interno del cantiere, è stata varata alla fine del mese di dicembre 2020. Lo “scheletro” del nuovo ponte è stato inizialmente sollevato con l’ausilio di cilindri oleodinamici e successivamente collocato su speciali carrelli ribassati, in ultimo si è proceduto al corretto tensionamento dei pendini. La EuroPressPack ha fornito i cilindri e le pompe oleodinamiche che sono state impiegate per il posizionamento iniziale dell’impalcato e per il tensionamento dei tiranti che vincolano l’impalcato agli archi. 2 cilindri forati da 30 tonnellate ciascuno, hanno consentito la delicata operazione di tensionamento delle barre Mcalloy. I cilindri sono stati montati in parallelo e collegavano tramite tiranti 2 morse che stringevano a loro volta le 2 estremità da avvicinare.
Nuovo viadotto Polcevera

L’IMPORTANZA DEI DETTAGLI L’AZIENDA LIGURE EURO PRESS PACK HA FORNITO LE CENTRALINE OLEODINAMICHE E I CILINDRI AD ALTO TONNELLAGGIO PER LE OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO E MONTAGGIO DEL NUOVO VIADOTTO POLCEVERA Nei lavori di ricostruzione del nuovo viadotto Polcevera di Genova, oltre alle grandi aziende, sono intervenute anche numerosissime piccole-medie imprese italiane. Tra esse l’azienda ligure Euro Press Pack SpA, leader italiano nella costruzione di componenti oleodinamici ad alta ed altissima pressione, specifici per operazioni di sollevamento, trazione e spinta. L’azienda è stata coinvolta da subito. In un primo momento a fianco della ditta Vernazza Autogru alla quale ha fornito attrezzature utilizzate durante le operazioni di messa in sicurezza e ripristino dell’area coinvolta nel crollo, poi Fincantieri Infrastructure, costruttore dell’impalcato metallico, ha scelto Euro Press Pack come suo fornitore per le attrezzature necessarie al sollevamento e alle operazioni di montaggio del nuovo viadotto. In particolare, numerose centraline oleodinamiche ed un centinaio di cilindri ad alto tonnellaggio (100, 300 e 500 ton) forniti tra settembre 2019 e febbraio 2020 sono stati utilizzati in tutte le operazioni legate al posizionamento dell’impalcato in quota, alle regolazioni e, soprattutto, all’abbassamento alla quota definitiva di progetto. Il varo del viadotto è stato caratterizza- to da due macrofasi: la prima, durata da ottobre 2019 a metà maggio 2020, è stata incentrata sui sollevamenti, dove i cilindri Epp hanno svolto il prezioso ruolo di supporto nel posizionamento di precisione delle singole campate dell’impalcato. È nella seconda fase però che i cilindri EPP sono diventati i protagonisti silenzio- si delle manovre, quando nella seconda metà di maggio 2020 le 17.000 tonnellate dell’impalcato, posato ad una quota più alta rispetto a quella di progetto per con- sentire tutta una serie di lavorazioni durante il montaggio, sono state abbassate di 265 millimetri per approdare definitivamente sugli appoggi che lo collegano alle pile sottostanti. In queste manovre, i cilindri EPP (vedi foto) sono stati incapsulati in apposite strutture metalliche che hanno consentito la corretta applicazione delle forze necessarie a muovere l’impalcato in totale sicurezza. Queste operazioni hanno richiesto l’utilizzo di più di 70 cilindri e relativi sistemi di azionamento ad alta pressione, posizionati su ogni pila e spalla del viadotto. Euro Press Pack Spa è stata un fedele alleato anche della ditta Spic Srl che da gennaio a marzo 2020 si è avvalsa di diverse tipologie di cilindri, ritorno a gravità e ritorno a molla aziona- ti da pompa a leva e centraline elettriche per effettuare tutte le regolazioni degli elementi di carpenteria durante le fasi di pre-assemblaggio delle campate SPA P1 e P9-P10. La Euro Press Pack SpA si era già distinta quando nel Luglio 2019 aveva fornito ad una altra eccellenza italiana, la ditta genovese Vernazza Autogru, in tempo record, kit idraulici con cilindri ad alto tonnellaggio e corsa lunga da affiancare alle loro gru e zavorre durante le prove di carico, portate avanti su diretta commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il supporto di sei Università e diversi enti di ricerca, che hanno portato al collasso del viadotto Alveo Vecchio, sull’A16, come caso studio. Il ponte, costruito negli anni’60, non più utilizzato è stato sottoposto a pro- ve di carico e portato al collasso proprio per studiarne tecnicamente la resistenza e dunque approntare al meglio le tecniche per garantire la sicurezza delle infra- strutture. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Tra- sporti, tramite l’Ufficio ispettivo territoriale (Uit) di Roma, guidato dall’ingegner Placido Migliorino, con l’ausilio di professori delle Università di Trento, Roma La Sapienza, Federico II e Seconda Università di Napoli, Politecnico di Torino e Università di Chieti, si è avvalso di tali prove sul campo per elaborare un vademecum per i concessionari autostradali, con indicazioni omogenee e puntuali sui criteri da tenere in considerazione nella valutazione della sicurezza dei viadotti. E il campo prova sulla A16 è servito proprio per verificare quali debbano essere le pratiche che i concessionari dovranno utilizzare per monitorare lo stato di salute dei manufatti. Sull’Alveo Vecchio sono state effettuate prove di inestimabile interesse scientifico, uniche nel settore, che hanno consentito di studiare il comportamento reale dei viadotti in condizioni critiche di esercizio e di collasso, e daranno ora la possibilità di raccogliere informazioni preziose su- gli standard di sicurezza, con particolare riferimento alle indagini sulle grandezze che governano la resistenza e la durabilità delle strutture, da inserire nelle linee guida ai concessionari.
Nuovo viadotto lungo la costa

Francia, 2017-2019 Descrizione generale Progettato per tenere le auto lontane dal rischio di caduta di rocce dalla scogliera e per resistere alle onde cicloniche, questo viadotto marino corre lungo la costa per 5,4 chilometri tra il nord e l’ovest dell’isola di Reunion. Parallelo alla costa, questo ponte sull’acqua è composto da sette impalcati successivi di 769 metri ciascuno. Una struttura eccezionale per le sue caratteristiche e la sua posizione marittima, eccezionale anche per la diversità degli strumenti e dei metodi utilizzati per costruirla. Il 95% degli elementi del ponte sono stati prefabbricati a terra in due impianti di prefabbricazione e poi installati via mare o tramite piattaforma. Per le operazioni offshore, una singola mega chiatta è stata appositamente attrezzata per la navigazione costiera in mari difficili. Dotato di due carroponte e di un impianto di betonaggio, una squadra di esperti marinai ha trasportato e posato sul fondo del mare gli elementi dei 48 pali di quello che oggi è il viadotto più lungo nelle acque marine francesi. I piloni sono costituiti da due metà, il fungo rovesciato di base ed una parte superiore destinata a sorreggere le campate, installata successivamente. Il piede dei piloni, pur appoggiando sul fondo precedentemente preparato e livellato, può risultare non perfettamente orizzontale e quindi sporge non perfettamente in verticale, inoltre il piano di interfaccia per la parte superiore può trovarsi ad un livello non esattamente corretto. Qui entrano in gioco i nostri cilindri che vengono disposti in appositi punti di supporto sulla faccia superiore del piede per porre perfettamente in verticale ed al livello previsto la parte superiore del pilone. Si tratta di 4 coppie di cilindri a semplice effetto con ghiera di sicurezza e testina oscillante, ritorno a molla con capacità di 900 t e corsa 150 mm ciascuno. Ogni coppia è comandabile indipendentemente da un sistema elettronico che sulla base del dato di posizione finale da raggiungere muove i cilindri secondo uno schema isostatico dove due coppie sono idraulicamente connesse per lavorare in parallelo e le altre due coppie costituiscono gli altri due punti per definire il piano finale. Il sistema permette di gestire il sollevamento e l’abbassamento sincrono fino al raggiungimento di una quota comune corrispondente al cilindro (o meglio gruppo di cilindri) più in basso per il sollevamento o più in alto per l’abbassamento. A partire da questa situazione gli altri gruppi vengono portati indipendentemente alla quota finale. Con le ghiere di sicurezza portate a battuta i cilindri sono destinati a supportare la parte superiore durante il getto di solidificazione, quindi vengono smontati e rimossi per essere reimpiegati sul pilone successivo.
ITER 2019

ITER ( International Thermonuclear Experimental Reactor) Francia, San Paul Les Durance – Anno 2019 Con numerosi cilindri e centraline speciali EUROPRESS sono state fatte le operazioni di traslazione e corretto posizionamento di parti strutturali del Tokamak, il cuore pulsante del reattore.
Nuovo parco eolico marino

Nell’area portuale di Stettino (Szczecin, Polonia), sono state costruite e installate le fondazioni per un parco eolico offshore di circa 100 turbine. Per il cantiere sono state, allestite grandi carpenterie con morse di bloccaggio azionate da cilindri 700 bar per il posizionamento del basamento del palo. Le lavorazioni sono state svolte nell’area specializzata nell’offshore (produzione/assemblaggio di transition pieces, jacket e monopile), dotata di infrastrutture heavy-lift dedicate all’eolico marino. Esigenza del cliente Sollevamenti/posizionamenti a corsa corta in spazi estremamente ridotti (piazzali e dime di saldatura), con necessità di blocco meccanico del carico per lavorazioni prolungate. Attrezzatura 700 bar con elevata resistenza alla corrosione per ambiente marino. Soluzione Europress Cilindri a semplice effetto, ritorno a gravità, con ghiera di sicurezza – serie CGR da 250 t: profilo ribassato per ridurre al minimo l’ingombro; bloccaggio meccanico dello stelo tramite ghiera filettata per operare in sicurezza sotto carico; indicatore visivo (banda colorata) a 10 mm dal fine corsa e sistema anti-extracorsa; testina mobile integrata. Perché ha funzionato Sicurezza intrinseca in stazionamento: la ghiera di sicurezza blocca meccanicamente lo stelo per operare a lungo sotto carico durante allineamenti e saldature. Compattezza “low-profile”: geometria ribassata, ideale quando la corsa breve (50 mm) è sufficiente a liberare/posizionare le fondazioni. Controllo della corsa: banda colorata a 10 mm dal fine corsa e anti-extracorsa riducono il rischio di errori in fasi ripetitive. Resistenza ambientale: trattamento protettivo con ottima resistenza alla corrosione, adatto a piazzali costieri e spray salino. Configurazione tecnica Punti di sollevamento: 8–12 (layout multipunto su dime/morse). Cilindri: CGR 250 t (esempio), corsa 50 mm, ritorno a gravità, testina mobile integrata, ghiera di sicurezza; pressione di esercizio 700 bar. Alimentazione: gruppo pompante 700 bar (manuale/elettrico) con controllo pressione e scarico in sicurezza (indicazioni catalogo su scarico/giunti).